E la chiamano estate

L’ammazzacaffè di Balestro (Tiziana)

E la chiamano estate

E la chiamano estate
questa estate senza te
ma non sanno che vivo
ricordando sempre te
il profumo del mare
non lo sento non c’e’ piu’
perché non torni qui
vicino a me

E le chiamano notti
queste notti senza te
ma non sanno che esiste
chi di notte piange te
ma gli altri vivono parlano amano

E la chiamano estate
questa estate senza te…

 

Bellissime parole, intense, ricercate quelle cantante (e scritte) da Bruno Martino. La canzone s’intitola “E la chiamano estate” e non è l’unica prodotta dal notevole jazzista sul tema estivo. L’altro brano, di cui parlerò, s’intitola “Estate” ed è una canzone atipica, non è un elogio alla stagione più calda dell’anno. Riporto uno stralcio (nel mezzo del brano, stavolta) per analizzare meglio il testo.

Estate

Tornerà un altro inverno
Cadranno mille petali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un po’ di pace tornerà

Estate
Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
L’ estate che ha creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolore

Odio l’estate
Odio l’estate

Dando un’occhiata ai due testi notiamo una certa amarezza nelle parole usate da Martino. Un malessere creato da una stagione:“l’Estate”, che suo malgrado, lo trova inquieto, triste, nostalgico con una forte rabbia per colpa di una separazione amorosa.

– Odio l’estate – lascia esterrefatti. Generalmente le giornate (e le serate) estive ci regalano momenti di maggiore svago, vacanze più lunghe, attività all’aria aperta, amori, amicizie più inclini a stringersi. Insomma c’è più euforia, voglia di aggregarsi, ci si sente più leggeri (nel vestire, ma anche mentalmente) e questi due brani spiazzano paragonati a canzoni che inneggiano all’estate. Ma il cantautore romano (autore e pianista) grazie alla sua voce perfettamente intonata, calda, suadente e, forse per immedesimazione nel testo, risulta malinconico.

Riflettendo bene non c’è una stagione adatta alla gioia; chi di noi non ha mai passato un momento brutto in amore? E se fossimo stati lasciati proprio in estate, non ci sentiremmo come il protagonista di entrambe le canzoni? E la chiamano estate…, ma non lo è. Per chi soffre (non solo in amore) l’estate non è più piacevole. “Odio l’estate” urleremmo a gran voce anche noi, mentre ci rigiriamo nel letto per la calura e il dolore nel petto. Un cuore spezzato toglie entusiasmo, si diventa nostalgici, si ricorda tutto il nostro vissuto, con gli stessi scenari descritti dal cantautore. Basta chiudere gli occhi e ci si immedesima e, forse, non è poi così strano questa visione negativa dell’estate. Il caldo non è per forza una stagione di benessere, se si pensa che alcuni odiano l’afa e preferiscono l’Inverno. Ché si trovino più motivi (non solo gli abbandoni amorosi) per avere dell’astio per questo periodo? Chi lo sa? I dubbi sono leciti. Andiamo indietro con la memoria o guardiamo questi giorni afosi. Siamo veramente contenti di tutto ciò che porta l’estate? Mentre riflettiamo, invito ad ascoltare i due brani citati (Estate, 1960 divenuto un brano di standard jazz; E la chiamano estate, 1965). Noi intanto rimaniamo in attesa di sapere cosa vi trasmette l’estate.

E Comunque – Buona estate

3 commenti su “E la chiamano estate

  1. A me l’Estate non è mai piaciuta. A parte il fatto che detesto il caldo, l’afa, la luce accecante al mattino, il mare – il sale, la sabbia che si appiccica, le meduse e le spiagge affollate -, ecco, a parte questo, a me l’Estate ricorda la mia infanzia segnata dal divorzio dei miei. Perché d’inverno pure pure, con la scuola, la situazione non era così drammatica, mi rifugiavo tra il calore dei banchi, nelle pagine profumate dei libri, nell’odore croccante della carta dei quaderni, tra le risate dei compagni che non chiedevano, non si accorgevano. D’Estate, invece, veniva fuori il fattaccio delle vacanze. Tutti andavano in vacanza con mamma e papà, tutti sembravano godersela, tutti sembravano felici, posseduti dall’Estate che non passava più. E tu, tu dove vai, che fai, mi chiedevano. E dove andavo, a casa rimanevo, che per altro mia madre non ha mai guidato, e anche fosse stava troppo depressa, e le vacanze me le inventavo in terrazzo con la nonna che mi riempiva la vasca per il bucato di plastica blu e mi faceva abbronzare tra le lenzuola.
    Dunque, no, non amo l’Estate. Questa in particolare, dopo tutto quello che è successo, mi sta veramente ostica. Perché non so se è una mia personale impressione, ma ho come il sentore che le cose peggio negli ultimi anni stiano capitando sopratutto d’Estate, sotto i riflettori della meteofollia, che pure l’Estate, a quanto pare, s’è stufata di fare l’estate, s’è depressa, annullata, tuona, strepita e piange bufere.

  2. Ciao Irene. Mi scuso con te nel risponderti con ritardo. Ero in vacanza, ma ora che sono tornata passo al dunque. Apprezzo la franchezza e la spontaneità nel raccontarti così nuda e cruda. Un abbraccio va anche da parte mia.
    Dal canto mio posso dire che dipende dagli anni: delle estati sono state piacevoli, indimenticabili, altre non tanto, specie come dici tu, se ci sono delle situazioni da digerire.
    Spero tornerai a trovarci e ora goditi, sul serio, l’ultima ondata estiva. Che sia serena per tutti.

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