Marzo pazzerello

Marzo pazzerello: prima il sole e poi l’ombrello

Gennaio è stato veramente lungo, per fortuna febbraio mi è venuto incontro e, corto com’è, è passato in un attimo. Ed eccoci a marzo. Mese pazzerello, un po’ come sono io, nel senso buono del termine. Mi piace scherzare, divertirmi e non riesco a stare troppo giù di tono. Allo stesso tempo ho bisogno dei miei momenti di quiete e solitudine. Sole e pioggia: splendere e rabbugliarsi. Sarà per questo che sono nata a marzo, nata sotto il segno dei pesci, come direbbe Venditti. Per chi ha dimestichezza con l’oroscopo sa che siamo tutto questo: dolcemente complicate, splendide confusionarie, dei vulcani quiescenti. Sono proprio come il mese di marzo: pioggia e sole. Come attrezzarsi con questi cambiamenti? Semplice. Come si farebbe con il tempo meteorologico.

Nuvole all’orizzonte = prendi l’ombrello = non stuzzicarmi.

Sole splendente = via all’aria aperta = parliamo e ridiamo

Ché poi è per tutti così, non sono per le marzoline (?). Non si può splendere tutti i giorni, come nemmeno stare sempre rabbugliati. Tutto dipende da noi. Di sicuro il bel tempo aiuta il buonumore, per cui, se proprio è una giornata di pioggia dentro di noi, evitiamo di trasmettere vibrazioni negative. Un po’ di meditazione, stare per proprio conto, aiuta a trovare energie e voglia quando ci relazioneremo con gli altri. Parlare arrabbiati, tristi non è entusiasmante, si può fare per sfogarsi in privato con amici fidati, ma mai tenere il muso per troppo tempo. E se non ci è riuscito un amico a farci sorridere, dovremo insistere su di noi e scacciare ciò che ci fa male. Non è un ragionamento tanto pazzerello quello del metodo “sole e ombrello”. Esci se sei felice, rimani in casa quando piove (dentro di te). E speriamo che per il mese di marzo (ma pure aprile, maggio e così via) lasciamo a casa l’ombrello.

Una canzone per omaggiare questo mese appena iniziato: “I giardini di marzo” di Lucio Battisti. Buon ascolto.

https://youtu.be/NlQPMw68TNo

8 commenti su “Marzo pazzerello

  1. Pingback: L’ammazzacaffè di Balestro – La voce di Calibano

  2. “I giardini di marzo” è bellissima, tanto struggente da farmi venire le lacrime agli occhi ma bellissima.
    Quando verso la fine del mese iniziano finalmente a vedersi i segni della primavera è sempre un momento di sollievo per me, già intravedo l’estate e mi sento sollevato.

    • Amo anch’io questa canzone e molte altre del connubio Mogol-Battisti. Concordo pure sul preferire la primavera e la bella stagione con il suo rifiorire, giornate più lunghe, gite fuori casa, all’inverno, specie in questi giorni di temperature rigide. E poi amo tutti i colori della natura quando si risveglia.

  3. Concordo con Ariano ma tanto ormai lo sanno tutti che lui Ivano Landi ed io siamo estivi forever! 😉
    Io andrei in letargo ad ottobre per risvegliarmi ad aprile. Quest’anno in modo particolare. STamattina 10 cm di neve. Eìh, già! Quella venuta ieri era quasi sciolta tutta quindi rimpinguiamo le scorte…. grrrrr
    Io sono nata in giugno e amo il sole e il caldo. Vivrei solo in primavera ed estate. Pioggia o non pioggia.
    I tuoi comunque sono buoni consigli 🙂
    Ciaooooo

    • Ciao Patricia. Voto l’estate anch’io, ancor di più a favore della primavera con le temperature miti. Quante ne voglio! Se però devo scegliere…Sicuramente, di ogni stagione, bisogna prendersi il buono. Ad esempio dell’inverno non è proprio brutto prepararsi una cioccolata calda e assaporarla mentre siamo avvolti in una coperta. Pensiamo positivo.

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